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"ORGANI DI COERCIZIONE" Dibattito sul silenzio - assenso

Von: rafminimi13@libero.it [Profil]
Datum: 05.02.2008 21:35
Message-ID: <fM3qj.238981$%k.371386@twister2.libero.it>
Newsgroup: it.salute.medicina-alternativa it.culturafree.it.scienza.antropologia
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
lega.nazionale@antipredazione.org
www.antipredazione.org
nata nel 1985
COMUNICATO STAMPA
ANNO XXIV - n. 2
05 Febbraio 2008
"ORGANS OF COERCION"
"ORGANI DI COERCIZIONE" Dibattito sul silenzio - assenso
Daily Mail, 14 January 2008 di Melanie Phillips
Traduzione della Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente per dimostrare che la stampa italiana asservita ai
trapiantisti censura, omette, manipola perfino l'opposizione inglese.

La notizia che Gordon Brown sostiene la proposta per la registrazione
automatica di tutti i cittadini come donatori di organi salvo esplicita
dichiarazione contraria, ha il marchio di una importante operazione
governativa.
I giornali della domenica in Gran Bretagna hanno pubblicato in primo piano
articoli circa la proposta di legge resa pubblica molto in anticipo rispetto
al riesame governativo previsto per domani, che ha lo scopo di incrementare
il numero di organi donati per trapianti.
Brown stesso scrisse un articolo argomentando che la donazione di organi
volontaria dovrebbe essere sostituita dal sistema del silenzio-assenso.
Parimenti, e con chiara evidenza, anche la BBC era stata istruita con
informazioni affinché promuovesse la notizia al primo posto.
Se questa operazione è intesa come ausilio alla campagna di Brown del
prossimo anno per ripristinare le sue fortune politiche in declino, è
piuttosto insensato andare in questa direzione. In primis l'idea non è
neppure nuova, il capo in testa della sanità inglese, Sir Liam Donaldson,
per primo propose tale sistema di silenzio-assenso l'estate scorsa.
Forse Brown pensa di umanizzare la sua immagine capitalizzando il disagio
della gente che soffre o è moribonda nell'attesa di un organo da
trapiantare.
Indubbiamente l'impulso di dare alla gente il regalo della vita, dopo la
propria "morte", è nobile. Ma se Brown pensa veramente che otterrà
il plauso
popolare dicendo che lo Stato scipperà dalla gente cuori o reni senza il
loro consenso, i suoi consiglieri indubbiamente hanno bisogno di un
trapianto di cervello.
Le implicazioni sono veramente terrificanti. Non vi è un diritto umano più
fondamentale del controllo sui nostri corpi e su ciò che ne viene fatto, sia
in vita che in morte.
La conseguenza inevitabile di una donazione basata sul silenzio-assenso è
che non possederemo più questo controllo. Donazione presunta significa che
lo Stato controlla i nostri corpi e può fare quello che gli pare su di essi
dopo che ci dichiara morti (cerebrali).
Se fossero solo i medici a proporre quanto sopra - come fa il loro lagnoso
rappresentante - sarebbe coercizione allarmante. Ma che sia il Governo a
sostenere la proposta aggrava la coercizione in qualcosa di ancora più
minaccioso.
Donare volontariamente gli organi è una cosa, renderlo obbligatorio a meno
che si presenti un dissenso, trasforma un atto di altruismo in
un'oppressione
di Stato.
Sir Liam cerca di disinnescare l'ostilità pubblica dicendo mellifluamente
che il silenzio-assenso sarebbe un "diritto inalienabile". Al contrario il
forzare col silenzio-assenso una donazione automatica distrugge il nostro
inalienabile diritto di controllare quello che ci accade.
E' un mezzo subdolo, fatto d'omissioni, per intrappolare i cittadini a
subire qualcosa (espianto) che si pensa sia praticato dopo la morte e che
forse non sarebbe accettato se praticato sul corpo ancora vivo. Il
silenzio-assenso richiede un impegno. Molti semplicemente si dimenticheranno
di esprime l'opposizione.
C'è un calcolo cinico dietro a questo sistema. Inoltre accadrà - inevitabile
come la notte segue il giorno - che la gente subirà grande pressione
affinché non si opponga alla donazione.
I pazienti che si oppongono potrebbero essere discriminati con danno.
Sconvolgente: gli ospedali saranno valutati a seconda del numero di pazienti
morti "convertiti" in donatori. E' difficile immaginare un incentivo più
sinistro per l'abuso in massa dei pazienti vulnerabili.
C'è, comunque, un'obiezione ancor più fondamentale alla proposta del
silenzio-assenso. E' il serio dubbio che gli organi vengano prelevati da
persone che non sono in realtà morte.
Tutti i dati suggeriscono che gli organi vengono espiantati non già dai
morti ma dai moribondi. In altre parole, al momento del prelievo degli
organi i pazienti sono ancora vivi.
In questi casi, il criterio usato dai medici per decidere che qualcuno è
morto è la "morte del tronco cerebrale", che si considera "morte
cerebrale"
fatta assurgere a morte tout court.
Comunque, non ne consegue assolutamente che il resto del cervello abbia
cessato di funzionare. Inoltre nessun test è praticato su altre parti del
cervello per stabilire se tutte le attività sono veramente cessate o no.
Come risultato, la gente è dichiarata morta, mentre il cuore batte ancora
autonomamente e il sangue continua a circolare in tutti i distretti del
corpo. La maggior parte di noi pensa che questi pazienti non siano morti ma
molto vivi.
A onor del vero, medici ex trapiantatori, che si sconvolsero per le
implicazioni di quello che stavano facendo al punto da abbandonare questa
pratica, dicono che gli organi per i trapianti sono utilizzabili solo se il
donatore è ancora vivo- giacché quando il corpo è veramente morto gli
organi
sono inutilizzabili per chiunque, in quanto anche loro muoiono.
La "morte cerebrale" è nei fatti una mera definizione di convenienza che
permette ai chirurghi di prelevare organi da un corpo vivo mentre sono
ancora alimentati dal proprio sangue.
Tali osservazioni provocano stizza nei medici trapiantisti che affermano che
non ci sono basi per questo allarmismo che causerà la morte di altre persone
per la paura irragionevole provocata nei potenziali donatori. Ma questi
medici sono traditi dal loro stesso comportamento.
Alcuni danno al paziente in "morte cerebrale" un anestetico generale prima
di prelevare gli organi. Ma chi ha mai sentito che si dia un anestetico ad
un cadavere?
La ragione per cui lo danno è perché durante il prelievo di organi si
manifesta un forte picco di pressione sanguigna. Altri medici dichiarano di
somministrare l'anestetico solamente perché ferma l'eccessivo sanguinamento
causato dall'aumento della pressione sanguigna. Ma un innalzamento della
pressione del sangue durante una procedura chirurgica è indicativo di un
corpo che sta sperimentando una sofferenza fisica.
Il Dr. David Hill, un anestesista rianimatore ritiratosi, che ha da tempo
espresso profonda preoccupazione circa la donazione di organi, ha scritto
che se i pazienti reagiscono in tal modo quando gli organi vengono
prelevati, la conclusione più logica è che essi non siano in realtà
morti.
Negli ultimi anni la "morte cerebrale" è stata messa sempre più in
discussione man mano che ci rendiamo conto di quanto poco conosciamo del
cervello.
I medici stanno scoprendo che fra i pazienti in uno stato di coma vegetativo
persistente i cui cervelli si presumono non funzionanti, vi è al contrario
una consistente attività cerebrale. Quello che i pazienti presunti "morti
cerebrali" possono sperimentare è semplicemente un mistero.
Sempre più frequentemente gli esperti esprimono una crescente preoccupazione
circa la "morte cerebrale" e la donazione di organi. Tre medici scrissero in
un giornale medico l'anno scorso che dichiarare i pazienti morti per
l'obiettivo di prelevare gli organi è, in effetti, una finzione e che non si
dice il vero ai potenziali donatori.
Michael Potts, un professore di filosofia ed esperto di etica medica, ha
stilato una conclusione terrificante: "Giacché il paziente non è
veramente
morto fino a che gli organi non sono prelevati, è l'espianto stesso che
causa la morte del donatore".
In Gran Bretagna, comunque, l'establishment medico, appoggia la donazione di
organi e la proposta del silenzio-assenso. Questo avviene perché
l'Associazione Medici Britannici e il medical royal colleges hanno perso da
molto tempo la loro base etica.
Rinunciando al principio medico: "Primo non nuocere", sono giunti al
contrario cioè a credere nella dottrina amorale che il fine giustifica i
mezzi.
Questa strada porta ad un'allarmante violazione dei diritti dell'uomo e alla
tirannia.
Un sistema che l'opinione pubblica pensa sia la più alta forma di altruismo
si appoggia invece sull'inganno e sull'omicidio. Al posto di forzare un
sistema automatico di silenzio-assenso la gente dovrebbe essere informata
finalmente della verità.
Disponibile in file pdf su www.antipredazione.org "Comunicati stampa"

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