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Equita' ed efficienza nello scheduler: trade off emergente?

X-FaceVon: Lem Novantotto (lem98@hotmail.com) [Profil]
Datum: 30.05.2010 22:08
Message-ID: <htugkp$ku1$1@news.eternal-september.org>
Newsgroup: it.comp.os.linux.sys
Riflettendo sull'eventuale opportunità di bindare alle singole cpu,
tramite taskset o meglio schedtool, i processi di computazione
diffusa avviati da BOINC, m'è capitato di leggere
http://www.mattheaton.com/?p"2 - fate finta di credere che io
possa conoscere anche marginalmente l'argomento. ;)

M'è sembrato tutto interessante (naturalmente la curiosità mi ha
spinto ad andar subito a leggere l'output di /proc/sched_debug e di
alcuni /proc/PID/sched): per fortuna almeno qualche valore è intuitivo.

Solo la chiusa dell'articolo mi ha sorpreso: io credevo che il
group scheduling (insomma quel comportamento in base al quale lo
scheduler non tratta tutti i processi come uguali, ma prima tratta
come uguali i gruppi di processi - per esempio proprio gruppi per
utente) fosse una realtà ben consolidata già dagli albori del
CFS,
insomma dal kernel 2.6.24 o giù di lì:
http://kernelnewbies.org/Linux_2_6_24#head-16d608b6aba030fe15ba3bbc75655391ae98d707

Anche a parte questo, ogni chiosa è benvenuta: io non sono proprio in
grado di commentare, ma sarei molto interessato a leggere le vostre
considerazioni in merito.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php

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