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Re: I neofascisti: "Noooooi ? Noi non c'entriamo"

Von: pag (vaderetrospam@tiscali.it) [Profil]
Datum: 07.05.2008 12:32
Message-ID: <1igkk0f.1el0wflsucfeiN%vaderetrospam@tiscali.it>
Newsgroup: it.comp.macintosh
mamox <mamox@mclink.it> wrote:


> > Quello che sta avvenendo ora sembra orribilmente simile di quello che
> > avveniva negli anni "caldi" della nostra repubblica. Gli Skin, FN,
le
> > "Curve" e gli altri gruppuscoli di estrema destra covano in aree del
> > paese dove "sostanzialmente" sentono di avere copertura politica.
>
> ah ok, ho capito (anche grazie a quello che dici, e che ho tagliato per
> brevita' del sindaco di Verona... ma non era illegale fare quelle cose?)
>
> Su questo sono d'accordo, ed e' quello che diceva l'OP in fondo, anche
> se meno razionalmente, piu' (comprensibilmente) preso dalla rabbia del
> momento.
>
> Ma mi fermerei qui sulle analogie: a quei tempi era uno scontro
> ideologico. C'erano due progetti politici che si scontravano, due idee
> contrapposte di societa' (e come spesso avviene, alla fine ha goduto la
> terza). Oggi, aldila' di una propaganda che fomenta l'odio (che accomuna
> destra e leghisti), non c'e' altro.

Anche adesso lo scontro è ideologico. Il ragazzo di Verona è stato
ucciso perchè aveva il "codino", a Treviso la settimana scorsa è
stato
pestato uno che aveva le treccine "rasta" (un giornalista e scrittore),
per limitarci agli ultimissimi accadimenti. Solo che la contrapposizione
non ha più un giutificazione nella lotta di classe (semmai l'abbia
avuta) ma si basa su una ideologia del tutto diversa. L'ordine, la
decenza formale, l'omologazione alla realtà territoriale, la razza, la
prevalenza dell'egoismo, la religione, la squadra etc. Tutti temi che
troviamo declinati in politica dalle forze della destra e del leghismo
profondo e tradotti in azione dalle frange più deboli ed estremiste. Se
vuoi approfondire cerca qualche cosa sui "cattivi maestri" degli anni di
piombo.

> Cioe': negli anni '70 un omicidio come questo qui, di uno non schierato
> (almeno esplicitamente), senza un ruolo politico, da quel che ho capito
> di quegli anni sarebbe stato inconcepibile, direi anche politicamente
> controproducente, sputtanante. (Beh, sputtanante politicamente lo e'
> anche oggi, speriamo). E' odio puro, violenza che non ha altri obiettivi
> se non lo sfogarsi, a calci in faccia, alla Arancia meccanica.

hai centrato un aspetto del problema. Il protagonista di Arancia
Meccanica è un mediocre, uno sfigato che si realizza solo nella violenza
perchè nel quotidiano è una nullità. Ma questo tipo di violenza non
è
mai gratuita, ha sempre una motivazione nel substrato sociale, culturale
e politico che la genera (far sentire una persona "nullità" è un
progetto politico. Riguardo alle "colpe" dell'aggredito è tipico della
violenza fascista non personalizzare l'aggressione. La strategia è
quella dell'insicurezza diffusa non dell'anniettamento dell'avversario.
La "strategia della tensione" aveva come scopo lo "stato forte"
(l'uomo
forte) non l'uccisione dei pendolari. Oggi quelli che devono aver paura
sono i "cappelloni", i ragazzi che si "fanno le canne", che si siedono
sulle scalinate, che sono neri (mai aggredito un extracomunitario
svizzero) o terroni, che si occupano del "terzomondismo", i mussulmani
etc fino a quelli che escono di casa la sera (mai un'aggressione
fascista di giorno). Gli stessi che fanno paura (o schifo) agli elettori
"perbene". Questi sono i temi che fanno la fortuna della lega e della
destra locale. Questi non econo di casa e si "sfogano" ma escono per
fare le "ronde" e punire (basti vedere la loro storia personale):
qualche mese fa hanno beccato dei carabinieri che, in libera uscita,
davano la caccia agli albanesi. Siamo pur sempre nella patria del gruppo
"ludwig" se qualcuno ancora ricorda.

> Roba che
> appunto con la politica ha l'unico legame dell'odio fomentato che
> costituisce evidentemente la base dei gruppi a cui si rifanno. Nessun
> progetto, per quanto folle potessero essere i progetti dei gruppi armati
> degli anni '70 (questo almeno e' il responso della storia).

Ecco, il progetto c'è e chi vive qua lo vede evidente. Qualche anno fa
(una quindicina...) andai a un convegno con un esponente della Lega e
lui terminò dicendo: "io sono preoccupato, non so quanto riusciremo a
tenere i nostri ragazzi...". Io risposi: "no, io sono preoccupato, tu
sei responsabile...". E mi sa che avevo ragione...

Ciao, Paolo

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