Re: Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti . Sequestrato e tenuto prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan.Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchi giane, chimico in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua vita: ritrovare l?Arca di Noè, la gr ande nave del diluvio universale.Ma non è il solo. Il ricerc atore americano Robert Ballard, il cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri.Ballard è convinto che 7500 a nni fa, al termine dell?ultima era glaciale, le acque del M are Egeo si sollevarono di colpo, travolsero la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero.Ballard si immerg erà e cercherà le prove del diluvio con l?aiuto di tre ro bot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquari um, nel Rhode Island.Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffèSubito distilla tutte le sue riserve di esplorator e sorretto soprattutto dalla fede (l?italiano è un testimo ne di Geova convinto) nei confronti del ricco yankee, sostenu to da capitali e apparati massmediologici.Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget immenso, si parla di cinque milioni di euro.
Von: gibboni (sologibboni@fastwebnet.it) [Profil]
Datum: 27.07.2008 10:53
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Newsgroup: it.comp.grafica it.discussioni.misteri it.sport.calciofree.it.religioni.tdgeova it.sport.calcio.torino
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On 26 Lug, 17:41, Gibboni <sempregibb...@fastwebnet.it> wrote: > Aggredito da un orso. Investito da bombardamenti. Sequestrato e tenuto > prigioniero dai guerriglieri curdi di Ocalan. > Le primavere passano, ma Angelo Palego, origini marchigiane, chimico > in pensione, continua a inseguire la magnifica ossessione della sua > vita: ritrovare l’Arca di Noè, la grande nave del diluvio universale. > Ma non è il solo. Il ricercatore americano Robert Ballard, il > cacciatore dei relitti del Titanic e della Bismarck, si prepara a > immergersi ancora una volta nelle acque dei misteri. > Ballard è convinto che 7500 anni fa, al termine dell’ultima era > glaciale, le acque del Mare Egeo si sollevarono di colpo, travolsero > la diga naturale del Bosforo, e si riversarono nel Mar Nero. > Ballard si immergerà e cercherà le prove del diluvio con l’aiuto di > tre robot, progettati e realizzati nella sua base di Mystic Acquarium, > nel Rhode Island. > Da canto suo nella sua casa di Trecate, Angelo Palego sorride e > nasconde il sorriso dietro la tazzina del caffè. > Subito distilla tutte le sue riserve di esploratore sorretto > soprattutto dalla fede (l’italiano è un testimone di Geova convinto) > nei confronti del ricco yankee, sostenuto da capitali e apparati > massmediologici. > Per questa ricerca nel Mar Nero Ballard ha a disposizione un budget > immenso, si parla di cinque milioni di euro. > "Le sue spedizioni sono grandiose. Io organizzo le mie con poche > manciate di soldi. La differenza sta tutta qui. - ha detto Palego - Di > una cosa sono però sicuro: Ballard si deve togliere dalla testa di > trovare l’Arca. Se l’Arca fosse rimasta in acqua il legno sarebbe > presto marcito. L’Arca galleggiava. Finito il diluvio, si posò là d ove > dice la Bibbia, dal capitolo sei al capitolo otto della Genesi: sul > monte Ararat." > Palego coltiva dubbi anche sulla ricerca di Ballard, sulla sua > decisione di provare che la Bibbia aveva ragione andando a scavare nel > Mar Nero. > "Ballard - dice sempre Palego - sostiene che l’Egeo si riversò nel Ma r > Nero attraverso i Dardanelli. La prova sarebbero i resti, nei fondali, > di case e di villaggi sommersi da quell’onda immensa. Ma il diluvio fu > universale, non riguardò soltanto quei due mari. Il Mar Nero si > riempì, si gonfiò come tutti i mari del mondo. Altrimenti che diluvio > universale sarebbe stato?" > In settembre Angelo Palego è partito per la sua diciannovesima > spedizione. > A 67 anni il vecchio Indiana Jones di casa nostra rilancia la sfida > con il destino, con la storia, con se stesso. Con nel cuore una > speranza in più: "Claudio Schranz, lo scalatore di Macugnaga, è stato > sull’Ararat nel novembre dello scorso anno con una spedizione che > comprendeva due italiani, due americani, due svizzeri, un tedesco. > Nella mia spedizione di agosto avevo scoperto una sagoma scura che si > distingueva chiaramente sotto il ghiacciaio Parrot. Pioveva e > grandinava, non eravamo riusciti a salire sul ghiacciaio. Schranz è > partito accompagnato da un amico curdo. Il 2 dicembre è arrivato a > cinque metri da quell’oggetto scuro e lo ha filmato. è una trave. Una > trave dell’Arca di Noè. Le prove sono su Internet. Un video di circa > un’ora (visibile sul sito Internetwww.noahsark.it) riprende quel > magico pezzo di legno, lungo circa 70 centimetri, largo 30 e spesso > 25, che spunta per un metro dal ghiacciaio, in una delle gole > dell’Ararat." > "In settembre - s’infervora Palego - i ghiacci saranno sciolti. Questa > volta si va a toccare la trave. La si va a prendere. La porteremo giù. > Per la prima volta il mondo si troverà di fronte a una prova > inoppugnabile. L’Arca di Noè è sul Monte Ararat. E io l’ho trovat a."[ Auf dieses Posting antworten ]
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- Peltio (27.07.2008 11:43)
- Leonardo Serni (27.07.2008 13:07)
