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Centri di permanenza temporanea e Croce rossa

Von: piggi (rosega@libero.it) [Profil]
Datum: 10.12.2006 18:44
Message-ID: <LHXeh.152$32.26@nntpserver.swip.net>
Newsgroup: it.associazioni.cri
Ciao a tutti mi presento, PIGGI soccoritore e opsa presso il provinciale
di Verona.

Qualche giorno fa passando in libreria ho acquistato "Lager italiani" di
Marco Rovelli edito da Bur Futuro Passato. Argomento: la gestione dei Centri
di Permanenza Temporanea per immigrati (CPT) voluta dalla Bossi-Fini.
Si narra di storie di uomini e donne, il viaggio dispertato dai loro paesi
di origine, la cattura sul suolo italiano e i fatidici 60 giorni che questi
trascoreranno nel limbo rappresentato dai CPT, prima di sapere cosa gli
succederà. Ambiente duro. Dove convoglia una gran massa di umanità dai
più
diversi paesi, tutti insieme accomunati dallo stesso dramma: la paura. Nei
CPT si vive senza sapere mai nulla, quello che ti accadrà domani appartiene
ad un'altro tempo  non si gode della minima considerazione
Non voglio entrare nel merito politico, sappiate però che in questi CPT,
presta servizio anche personale Croce Rossa, con compiti di ammortizzatori
sociali  tra le forze dell'ordine e gli immigrati.

Rimango sconvolto dopo poche pagine di lettura.

CPT di Bologna, degli immigrati in rivolta salgono sui tetti degli edifici
di accoglienza per protestare. Vengono convinti a scendere da un capo
squadra dell Croce Rossa, riporto dal testo: "Veniti giù, e finito tutto,
non vi sarà fatto alcun male". Loro scendono, dall'altra parte della grata,
e invece a terra le guardie li prendono a calci e pugni [......] La notte
successiva i poliziotti entrano nel campo, sono in tenuta anti sommossa,
bardati di scudi e manganelli, una specie di spedizione punitiva.[....]
Insieme a loro Said vede il responsabile della Croce Rossa, che è il solo ad
avere le chiavi del campo.
Racconto molto simile per il CPT di Milano, qui personale della Croce Rossa,
secondo il racconto, indica alle guardie chi debba essere "punito" e chi no.
Sono solo a metà del libro e di racconti del genere su personale Croce rossa
ce ne sono svariatii. Anche su insulti che abbastanza frequentemente i
"Croce Rossini", come VENIAMO chiamati nel libro rivolgono agli
"Ospiti"

I racconti devono essere presi per quello che sono, racconti crudi di
persone disperate. Mi domando se sia tutto vero....personale della Croce
Rossa che si presta a complicità in azioni punitive o a solo insultare
un'altro essere umano.

Chi fa servizio in queste struture? C'è qualcuno che mi possa rassicurare
sull'esagerazione letteraria dell'autore (Professore d'Italiano e
autore/cantante nella gruppo musicale Les Anarchistes, area anarchica)?

Piggi



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