nntp2http.com
Posting
Suche
Optionen
Hilfe & Kontakt

RACCONTO: La noia e il riposo

Von: Saviano (saviano.andrea@alice.it) [Profil]
Datum: 01.07.2008 13:49
Message-ID: <74d35d7f-a262-4164-af3b-4cd7da43b278@w7g2000hsa.googlegroups.com>
Newsgroup: it.arti.scrivere
LA NOIA E IL RIPOSO

Seduto su una panchina del parco, sento i raggi del sole scaldare la
mia raggrinzita pelle. L’autunno volge ormai alla fine, ma in queste
belle giornate di novembre, degne del nome “estate di san Martino”, il
sole riesce ancora a far sentire il suo benefico tocco. Anzi, adesso
che è basso sull’orizzonte, è possibile goderselo a qualsiasi ora del
giorno senza per questo dover temere il pericolo di un’insolazione.
Come dico io: « Passato è il tempo delle gatte in amore! »
Dico così, perché durante quel periodo i gatti non fanno altro che
urlare. Anche il sole quest’estate faceva il gatto in amore, ma adesso
lui, come me, ha smesso d’urlare. Si limita a fare le fusa.
Sospendo la lettura del libro che stavo sfogliando e mi metto a
pensare, rifletto. Così emerge limpida un’idea: il sole e le stagioni,
in fondo, sono un po’ come la vita umana. Infatti, se vediamo la
fecondazione come il periodo della semina, allora la gestazione non è
che un inverno. Non l’idea di gelo, ma di un calore tenue che basta
appena per scaldare il cuore dei nostri genitori e, come lo sbocciare
dei germogli annuncia la primavera, così la nostra nascita introduce
qualcosa di nuovo in un panorama fino ad allora deserto.
Il nostro è un sole ancora debole, alterato dalla folle mutevolezza
del clima, ma con il fascino strano che ha il suo fondamento
nell’innocenza. Infatti, mi basta osservare i bambini qui intorno per
comprendere come la loro possa essere, a volte, la migliore cognizione
del mondo: un enorme parco giochi in cui guerra e odio sono parole
prive di senso. In cui uno sgarbo si risolve in un « Non sei più mio
amico » che dura il tempo di una lacrima.
Il perdono! Quale miracolo si cela in quei piccoli cuori! Nessun odio
covato in eterno. Tuttavia, anche questo tipo di primavera non dura in
eterno. Nulla dura per sempre, nemmeno l’amore...
Scruto gli alberi che lentamente si stanno spogliando, mentre è assai
breve il tempo dei germogli!
Intorno a me madri intente a spingere carrozzelle e coppiette intente
a baciarsi.
Il seme deve avvizzire per lasciare posto alla pianta. Così la
famiglia d’origine deve in un certo senso avvizzire per dare spazio
all’idea di una nuova famiglia. In questo consistono l’adolescenza e i
primi amori.
Una primavera in cui i fiori, seppur di breve durata, spuntano
numerosi. Colorati e profumati dalla fragranza stessa dell’amore. Così
osservo le iniziali e i cuori trafitti da frecce che nel tempo sono
stati intagliati sulle cortecce degli alberi. A volte il nome di uno
s’accompagna spesso al nome di molti. Tra questi, anche l’unico e
definitivo che incise la mia giovane mano, perché non tutti gli amori
sono fuggevoli.
Dopotutto, non da tutti i fiori nasce il frutto e, con l’arrivo dei
frutti, il giungere dell’estate.
L’intemperanza s’acquieta. Il tempo pare volgere ad un perenne sereno.
Casa, lavoro, casa e così via. Dal lunedì al venerdì. Poi il week-end
e la frenesia di sfruttarlo. Andare. Fare. Non ci si deve fermare. Chi
si ferma è annoiato. Chi si ferma è perduto!
Nel parco, un’immagine d’altri tempi. Un prete con la tonaca pedala su
una bicicletta da donna. Così penso al fatto che nostro Signore ci
diede il settimo giorno per riposare, poi qualcuno ci convinse che
riposarsi è noia. È perdere tempo. Già, perché - a differenza
dei
soldi - il tempo non si può accumulare. Allora, come il denaro nei
periodi di grande inflazione, bisogna spenderlo.
Mi alzo e grido: « Almeno spendiamolo bene! »
Oddio, mi stanno fissando tutti. Ho alzato troppo la voce. Meglio che
mi sieda di nuovo, altrimenti mi prenderanno per pazzo.
Sussurro e sogghigno: « Andiamo di qui. No, corriamo di là. Dai,
sbrigati, non c’è tempo! »
A ripensarci, non è stata poi un’estate così serena, a parte il fatto
che, per fortuna, arrivava il lunedì e ci si poteva rilassare un po’,
almeno fino al venerdì successivo. Casa, lavoro, casa.
Anche l’estate deve fare il suo corso. I primi acciacchi si presentano
con il fragore dei temporali di metà agosto.
Poi si volge verso l’autunno, consapevoli che solo il frutto che
avvizzisce permette al seme di far nascere il nuovo germoglio. Nulla è
eterno, nemmeno noi.
Così, incrocio le gambe e riprendo in mano il mio libro, godendomi il
tepore di questo pallido sole novembrino. Circondato da bambini che
ridono, da mamme che spingono le carrozzelle, da ragazzi che fanno
jogging o all’amore.
Qui io... mi riposo.
Oggi è domenica e, in questo mio autunno, l’obiettività di riconoscer
e
che il relax è una fase essenziale del ciclo della vita, necessaria e
differente dalla noia.
Il riposo non ha nulla a che vedere con l’affanno e lo stress del
dover fare o del doversi muovere a tutti i costi.
Su questa “mia” panchina: leggo, penso, scrivo e, ebbene sì, dormo.
Tutti verbi. Tutte attività. Tutte cose che riempiono la mia
esistenza.
Mi godo questo caldo autunno e guardo i bambini.
Penso che in tutti questi anni ho avuto tante occasioni per ridere,
purtroppo brevi, e altre, fortunatamente altrettanto brevi, per
piangere.
Guardo i ragazzi correre e penso a quanto ho corso. Sotto la pioggia.
Sui campi di atletica. Dietro ad un pallone. Dietro alle gonne! Certo
non posso più correre come fanno loro, ma in fin dei conti a cosa mi
servirebbe correre? Dove dovrei correre? Ho smesso di correre il
giorno che, fortunatamente, ho preferito camminare. È accaduto quando
ho incontrato l’ultima gonna dietro alla quale sia corso e affianco
della quale ho poi cominciato a passeggiare, mano nella mano.
Da quel giorno ho preferito camminare, così tutto si è dilatato.
Infatti, da quel giorno ho avuto la sensazione che si sia allungato il
mio percorso di vita.
Lo so, per la mia prossima meta non serve correre. Nemmeno camminare.
Basta solo aspettare. Tuttavia, anche se è un appuntamento al quale
non posso mancare, cammino lento, così da arrivare in ritardo. Nel
frattempo vivo, ma al mio ritmo: penso, rifletto, riposo e mi godo il
calore che anche un autunno può e sa regalare perché, come diceva il
mio maestro di pianoforte, le grandi sinfonie sono fatte di note ma
anche di pause!


official web-site: http://www.webalice.it/saviano.andrea/default.htm

[ Auf dieses Posting antworten ]