Quando la nostalgia...
Von: greg crudo (grecrudo1@tin.it) [Profil]
Datum: 15.06.2008 16:05
Message-ID: <4855218e$0$41651$4fafbaef@reader4.news.tin.it>
Newsgroup: it.arti.scrivere
Datum: 15.06.2008 16:05
Message-ID: <4855218e$0$41651$4fafbaef@reader4.news.tin.it>
Newsgroup: it.arti.scrivere
Mamma per sempre Rimangono i dubbi ed i rimpianti, la magra consolazione che tutto è andato com'era scritto e noi non avremmo potuto impedire, né cambiare di una virgola il curriculum vitae delle persone che ci hanno lasciato. Assurdamente sparite alla vista e immensamente presenti, come se quel doloroso giorno della loro dipartita di nuovo, in una dimensione imprevista, fossero altrettanto nate le nuove presenze a corollario della nostra esistenza. Mia madre è nata quel giorno che la piansi morta, quando il suo viso sereno, dopo tanta sofferenza, mi volle dire che era giusto così, che non la pensassi come una che fuggiva, ma era da tempo che non le riusciva di aiutarci e quel sentirsi zavorra delle nostre esistenze non lo sopportava più. Morì e fu una cosa giusta perché solo così poteva di nuovo aiutarci e il dolore che provammo fu grande e senza finestre, immenso come quel vuoto che certe esili figure sanno lasciare nel drastico congedo della morte. Nacque per sempre, quel giorno che non potei impedirle d'andarsene, che mi resi conto di quanto non avevo fatto per lei e nelle orecchie mi rimbombano ancora i suoi "grazie" per le inezie che ero in grado di rimediare e che a lei non riusciva più di fare. Aveva quel maledetto vizio di farmi sentire importante, di buggerarmi chiedendomi, e scusandosene ogni volta, di risolverle le cose che una madre non riesce a fare. Io mi vergognavo di mio padre, per la sua incapacità di fare anche le cose più banali che di solito un uomo fa in una casa e quando arrivavo mi rendevo conto che a rimediare ci aveva provato lei, confidando nell'aiuto di un Dio misericordioso e vergognandosene subito per il disturbo arrecato al Padre eterno impegnato in opere più consone alla sua grandezza. Mia madre era l'allegria di Dio, sono certo che da qualunque posto egli si trovasse non la perdesse di vista, che la lasciava fare compiacendosi di quello che le aveva dispensato e quando le ha staccato il doloroso biglietto per portarla a se a noi è sembrato crudele come un Dio non dovrebbe essere con i figli, ma non potevamo sapere che stava mutandole il destino di madre deperibile in quello di madre per sempre. Non ho accettato mai questo crudele addio, mia madre continua ad essere al fondo delle lacrime che versai vedendola fragile nella sofferenza che non meritava e quell'inferno terreno che Dio le ha inflitto non riesco a perdonarglielo, anche se ho la certezza che ora, da quel momento, lei abbia trovato la gioia e la nuova dimensione di mamma. Mi ripeto, ipocritamente, che nella legge della vita è giusto per una madre andare via prima dei figli, magari a preparare il terreno perché, giunto il loro momento, possano trovare nuovamente il conforto di quel viso amato ad attenderli. Mia madre è nata quel giorno, quando ci sentimmo colpevolmente vivi, sopravvissuti, quando tutti morimmo un po'. Gregorio[ Auf dieses Posting antworten ]
Antworten
- DOMACCIA (17.06.2008 20:28)
