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Abbiamo preso decine di volte le scale (repost)

Von: Gadison Maside (il poetO) (pizzapozzuoli@burinarroma.it) [Profil]
Datum: 04.07.2008 12:30
Message-ID: <85a1k5-0gs.ln1@mail.wolnetmail.com>
Newsgroup: it.arti.poesia
Abbiamo preso decine di volte le scale
mobili del centro commerciale, senza credere
o sentire necessario tenerci a vicenda la mano; abbiamo
contratto le palpebre (temevi la vertigine, o forse
l'ebbrezza di un'ascesa materiale) e ci siamo fatti
alla fine trascinare. E io non so quell'infinito macchinare
dove porti, se sia opportuna allora la memoria, lo sbalzo
umorale che a sé trascina ogni percorso e alla fine l'appiattirsi
dei gradini, l'invisibile ritorno fin quando è accesa la corrente.
Noi di certo non passiamo invano: se non altro permaniamo
nel tape-recording della videosorveglianza.

Te ne vai, al primo piano, a rinchiudere te stessa nello zero
di un valore scontato metà prezzo (poco importa
se un cappotto lungo fin sulle ginocchia magre, che nascondi
come il grembo del tuo fascino - oh gesù -, il sacrificio,
il darti in pasto al desiderio di più uomini, il condividersi
per poi raccogliere di sé quanto rimane impenetrabile);
eppure il trucco lo conosci, la favola che fa
novantanove centesimi, uno in resto per la colpa
e mi sorridi e dici vedi caro che non è come dici
che al centro commerciale abita lo zero di noi stessi:
qui ci scontano un centesimo un passo prima della soglia.




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