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Ricordate il referendum di oggi (Beppe Grillo)

Von: Dany78 (daniele.malnati@tiscali.it) [Profil]
Datum: 25.04.2008 09:33
Message-ID: <ac6bbace-39e8-4da2-97b6-31ace8dab91e@34g2000hsh.googlegroups.com>
Newsgroup: it.arti.musica.strumenti.basso
Il 25 aprile proporrò tre referendum per una "Libera informazione in
libero Stato":

- abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
- abolizione dell'ordine dei giornalisti
- abolizione della legge Gasparri

Qui i punti dove votare in tutta italia: http://www.beppegrillo.it/v2day/map
pa/
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Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano
quasi un miliardo di euro all'anno. L'editoria, può quindi, a pieno
titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi
giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli
emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma
contro l'ingerenza della politica nell'informazione.
Il lettore non conta nulla per l'editore di un giornale, contano di
più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria,
ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).
Beppe Lopez ha scritto un libro: "La Casta dei giornali", un viaggio
nella disinformazione. Ogni giorno ne pubblicherò un estratto fino al
25 aprile.
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Abolizione dell'ordine dei giornalisti


Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano
iscrivere i giornalisti. L'albo era controllato dal Governo e messo
sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell'epoca.
Nel 1963 l'albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei
giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di
ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella
legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti
la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo
inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati
sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre
un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera
espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo
obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e
delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche
acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti"
Berlinguer aggiunse: "Io sono contrario al requisito di qualsiasi
titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero
questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di
classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione
delle proprie opinioni".
L'informazione è libera e l'ordine dei giornalisti limita la libertà
di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non
quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il
loro unico punto di riferimento è il lettore.
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Abolizione della legge Gasparri


La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di
assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate
dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha
evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro
Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non
discriminatori – proporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte
costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della
Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la
legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato
e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco:
cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono
di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi
assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra
proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla
Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo
solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero,
nuove regole che garantiscano una vera informazione.



PER MAGGIORI INFO:

http://www2.beppegrillo.it/v2day/



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