santa lucia luntana
Von: Luca Logi (llogi@dada.it) [Profil]
Datum: 05.07.2008 08:11
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Newsgroup: it.arti.musica.classica
Datum: 05.07.2008 08:11
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Per motivi di servizio sono passato quattro volte in poche ore davanti alla chiesetta napoletana di S. Lucia, più volte demolita e più volte ricostruita, l'ultima volta dopo la guerra. Adesso una sezione del porto è stata colmata per costruire il lungomare, ma un tempo la chiesa era sul mare. La chiesa dà il nome all'omonimo borgo, che a dire la verità non è fra i luoghi più accoglienti di Napoli verso il viaggiatore straniero. S. Lucia ha ispirato due canzoni, una più bella dell'altra. La prima, "Santa Lucia" (Sul mare luccica...) attribuita a Teodoro Cottrau che forse ne fu più il trascrittore che il compositore. Pubblicata nel 1849, ha un testo in italiano letterario, e la sua melodia tradisce la vicinanza con Donizetti. Ma più sensazionale ancora, a mio avviso, è "Santa Lucia luntana" (Partono 'e bastimente...) scritta nel 1919 da E.A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta, impiegato delle poste nello stesso ufficio dove aveva lavorato anche Matilde Serao, e a tempo perso autore di un paio di migliaia di canzoni, fra cui quella "Leggenda del Piave" che gli valse la medaglia di commendatore e che avrebbe potuto oggi essere l'inno italiano se l'autore non avesse risposto malamente a De Gasperi. Si dice che De Gasperi facesse chiamare E.A. Mario dicendogli che avrebbe proposto la "Leggenda del Piave" come inno nazionale, ma avrebbe voluto anche che componesse un inno per la Democrazia Cristiana; e che E.A. Mario gli rispondesse che non era capace di scrivere su commissione ma solo se il cuore gli dettava l'ispirazione. "Santa Lucia luntana" parte dall'osservazione che agli emigranti che partivano dal porto di Napoli, il quartiere di S. Lucia era l'ultima vista prima che la città sparisse dall'orizzonte. La musica riesce ad essere struggente senza mai allontarsi dal modo maggiore. Ho sempre pensato che scrivere un bella canzone, che racconti una storia in tre minuti, può essere ben più difficile che scrivere una sinfonia in quattro movimenti con trombe tromboni e tube. Poche canzoni, poi, riescono a diventare il simbolo di una epoca. "Santa Lucia luntana" ci narra di una epoca in cui erano gli italiani ad emigrare per fame; e tuttavia questa emigrazione non era disperata come quella di oggi. C'erano i bastimenti e non le chiatte degli scafisti, c'era una speranza di poter costruire qualche cosa e non recinzioni elettriche e passaporti con il chip. Per quanto sembri incredibile a dirsi, il mondo di oggi è forse meno globalizzato di quello del primo novecento, stante che i flussi migratori sono molto più contingentati (non lo penso io, lo pensano i grandi giornalisti dell'Economist, per esempio). Da quell'epoca è nata una conzone come "Santa Lucia luntana". Dalla nostra non so che cosa nascerà. Forse nei nostri uffici postali non c'è nessun E.A. Mario. E i produttori discografici vogliono canzoni scritte tutte con la stessa ricetta e non con il cuore... -- Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: llogi@dada.it Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius (musicologia pratica)[ Auf dieses Posting antworten ]
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- francesco (05.07.2008 12:21)
