[Due cosine su] Tokyo monogatari
Von: John Travolta Sardus (pireddag@hotmail.com) [Profil]
Datum: 04.07.2008 23:28
Message-ID: <khf0fvtzlc0r$.y1wckhiun93b.dlg@40tude.net>
Newsgroup: it.arti.cinema
Datum: 04.07.2008 23:28
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Visto circa un mese fa, ne parlo solo adesso. Mi limito a due cosine in sostanza perche' credo che del resto parecchio mi sia sfuggito :-) Mi concentro sul dialogo finale tra Noriko (la nuora della coppia protagonista, spero di non avere sbagliato nell'identificazione) e la donna piu' giovane che vive nel villaggio (se qualcuno mi dice chi e' costei esattamente mi fa pure un favore). La donna giovane dice a Noriko qualcosa del tipo "tu non sei come loro" riferendosi alla differenza di comportamento tra Noriko e i figli della coppia, e Noriko risponde "anche io lo diventero'". La precisione della rappresentazione di certi sentimenti e', direi, notevole; Noriko sente un forte conflitto tra le esigenze della sua vita (per esempio, risposarsi) e altre cose che considera giuste (non dimenticarsi delle persone piu' anziane e direi che la cosa si potrebbe estendere ad altri legami e relazioni che credo parecchi abbiano nella loro vista e che non fanno parte in maniera diretta del "pacchetto sopravvivenza"). Si rende conto che le forze che la spingono verso nuovi legami del "presente" sono enormi (e mi dispiace non sapere essere piu' preciso: ma scommetto che parecchia gente avra' riconosciuto queste forze nella propria vita, magari proprio vedendo il film di Ozu); il fatto di essere spinti a cedervi implica anche un cambiamento della propria identita', a cui si tiene, e un sentimento di tristezza. La donna piu' giovane apparentemente non ha pensato a queste cose cosi' a lungo come Noriko, per cui di tutta questa situazione dinamica vede solo l'aspetto della perdita di valore delle proprie scelte iniziali e risponde "La vita e' cosi' deprimente" (comunque non che per Noriko la cosa sia molto piu' gioiosa). Mi sono lasciato un po' andare con la fantasia ma credo che Ozu si rifersica proprio a queste cose e questo senso di conflitto interiore. Strabordando con la fantasia aggiungerei che lo stesso conflitto e' attivo nell'interiorita' di tutti gli altri figli, i quali reagiscono in maniere diverse rispetto a Noriko. Ho avuto l'impressione, per esempio, che la figlia parrucchiera continuamente nasconda il conflitto a se stessa, e cosi' pure il figlio di Osaka, il quale si rifugia in una frase filosofica come sorta di parziale riconoscimento; il figlio medico, invece, parrebbe averlo risolto in maniera piuttosto deifnitiva abbracciando in maniera decise le proprie esigenze vitali che peraltro sono strettamente legate agli obblighi della sua professione da cui non mi risulta che ancora alcun uomo abbia traovato una amniera di svincolarsi in maniera seria (senza fare il menefreghista cioe'); non e' un caso per esempio che la passeggiata domenicale sia annullata perche' c'e' un ammalato che ha bisogno urgente delle sue cure. Per finire, bellissima la scnea della morte della madre, che avviene fuori camera mentre sullo schermo scorrono le immagini di attivita' e commerci (un peschereccio per esempio, qualcuno che pulisce la strada se non sbaglio).[ Auf dieses Posting antworten ]
